Radio Studio 100 news - Radio Studio 100

Vai ai contenuti

Radio Studio 100Il piacere di essere......i primi nel vs. cuore!

A Radio Studio 100
sono le ore

TARANTO - Dossier legambiente sulla qualità dell'aria

Radio Studio 100
Pubblicato da Sara Yoder in Taranto · 3 Ottobre 2020
Tags: ambiente
Legambiente ha presentato un dossier sulla qualità dell'aria che si respira nelle 97 città italiane analizzate, sulla base dei dati ufficiali raccolti negli ultimi cinque anni (esattamente il periodo analizzato è quello che va dal 2014 al 2018) che riguardano polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e biossido di azoto (NO2).

Taranto ha ottenuto 3 come voto  nella «pagella» stilata dall'associazione ambientalista alla vigilia dell'entrata in vigore delle misure di riduzione dell'inquinamento dell'aria e delle misure restrittive per convivere con il virus. Il calcolo è stato effettuato tenendo conto del rispetto dei limiti suggeriti dalla Organizzazione mondiale della Sanità per le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (PM10 e Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) negli anni dal 2014 al 2018 («le auto ed il traffico sono al centro del problema nelle città»).

Solo 15 città hanno raggiunto un voto superiore alla sufficienza (il 15%), mentre il restante 85%, tra cui Taranto, sono sotto la sufficienza e scontano il mancato rispetto negli anni presi in esame soprattutto del limite suggerito per il Pm2,5 e in molti casi anche per il Pm10. L'inquinamento atmosferico nelle città dipende da diversi fattori: dalle concentrazioni degli inquinanti analizzati alle condizioni meteo climatiche, passando per le caratteristiche urbane, industriali e agricole che caratterizzano ogni singola città e il suo hinterland.

Più in generale, si legge nel dossier di Legambiente, analizzando i dati si evince come per le polveri sottili la stragrande maggioranza delle città abbia difficoltà a rispettare i valori limite per la salute: infatti per il Pm10 mediamente solo il 20% delle 97 città analizzate nei cinque anni ha avuto una concentrazione media annua inferiore a quanto suggerito dall'Oms; percentuale che scende drasticamente al 6% per il Pm2,5 ovvero le frazioni ancora più fini e maggiormente pericolose per la facilità con le quali possono essere inalate dagli apparati respiratori delle persone. Più elevata la percentuale delle città (86%) che è riuscita a rispettare il limite previsto dall'Oms per il biossido di azoto (NO2).

Secondo Legambiente ma noi non concordiamo è ormai assodato che, a livello urbano, l'inquinamento atmosferico è dovuto prevalentemente al trasporto su strada.  



Torna ai contenuti